Le notizie e i riferimenti storici riportati in queste brevi righe, sono stati tratti da documenti mantenuti presso la biblioteca della famosa Abbazia Benedettina di Monteoliveto Maggiore nel Comune di Asciano (SI).
Lo Zafferano già nel due-trecento era una pianta conosciuta e considerata di eccezionale pregio, in quanto costituiva una vera e propria ricchezza per le terre del contado di Siena. La natura stessa di questo tipo di produzione e di commercio è destinata a lasciare pochissime tracce di documentazione, però possediamo alcune segnalazioni tramandate dalla voce degli anziani.
 
 

Il Repetti, famoso studioso, ci dà delle indicazioni sulla tecnica di coltivazione, indicando chiaramente le precauzioni per poter ottenere una produzione di ottima qualità: la cura e l'attenzione sono fondamentali per poter ottenere un buon prodotto.
E' una pianta che richiede molta specializzazione, un forte investimento iniziale e conoscenza tecnica ed un terreno particolare. Forse è per questo motivo che nei secoli si è persa la tradizione della coltivazione.
La ragione principale per cui non si riesce a trovare una documentazione pari al volume e all'importanza di questo traffico sta nel fatto che per Siena la totalità dei libri del mercante è andata distrutta.
 

Ci sono però degli elementi storici sufficienti per parlare della Val d'Orcia come una delle zone di elezione per questa coltura. Sappiamo che nel territorio di Asciano, Montalcino, S. Quirico in alcuni contratti mezzadrili compare come clausola per l'affitto a mezzadri, i quali si impegnavano, pena la risoluzione del contratto, a seminare un certo quantitativo di Zafferano ben stabilito: "il concessionario si impegnava a seminare ogni anno 12 staia di gallo di gruoco, da acquistare a mezzo con il proprietario."
 
 

Anche alcuni toponimi della curia di Chiusure (per gli anni 1332-1333-1334) lo indicano, come Ferrale, Ferrano, Ferranese. Spesso la materia sullo Zafferano era regolamentata negli Statuti, come quello di Motepulciano (Dist. IV, r. LXXXXII, p. 353: "De pondere Zafferani vendendo"), gli statuti quattrocenteschi di Asciano, Monticchiello, Rocca d'Orcia, Montalcino, S. Quirico d'Orcia.
La forte domanda della preziosa Spezia alimentava un commercio di dimensioni continentali, nel quale i senesi erano stati, almeno fino a tutto il secolo XIII ben inseriti.